Tag Archives: Tutorial

PayPal: annullare i pagamenti automatici

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PayPal: annullare i pagamenti automatici

può capitare che per disattenzione non si autorizzi il pagamento tramite PayPal di una sola transazione ma che si autorizzi un “pagamento automatico”.
Il pagamento automatico di PayPal può essere di due tipi:

  • Ad esempio autorizziamo per sempre Facebook a prelevare quando paghiamo per un servizio come gli annunci. Quindi un pagamento che non ha bisogno di ulteriori autorizzazioni.
  • C’è un prelievo fisso, scadenzato dalle policy di acquisto, come ad esempio accade con Spotify

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WordPress: creare un pulsante nel menù non attivo, solo per accedere a sottopagine

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WordPress: creare un pulsante nel menù non attivo, solo per accedere a sottopagine

WordPress: creare un pulsante nel menù non attivo, solo per accedere a sottopagine

Creare menù di navigazione con WordPress è estremamente semplice e intuitivo. Se ne possono creare tantissimi e utilizzarli, se previsto dal tema, in qualsiasi parte dell’interfaccia utente.
Generalmente per creare un menù di navigazione andiamo in Aspetto->Menù e poi aggiungiamo un menù dandogli un nome.
Subito dopo inseriamo i link alle pagine che vogliamo che compaiano in questo menù, scegliendoli dalla finestra riepilogativa che si trova in basso a sinistra.
Ma se vogliamo creare solo una categoria cui poi aggiungere sottopagine (vedi immagine di apertura)? Non dobbiamo per forza creare una pagina!
Ad esempio, il pulsante Management dà accesso alle due sottosezioni Artists e Productions, da cui poi si apriranno i pulsanti alle pagine con i contenuti.
Non vogliamo che Management, Artists e Productions siano delle vere pagine (probabilmente dovremmo inserire dei contenuti ridondanti).
Vogliamo solo che ci permettano l”accesso alle sottopagine.

WordPress: creare un pulsante nel menù non attivo, solo per accedere a sottopagine

Creiamo così dei link personalizzati con URL di destinazione il cancelletto (#).
Questi link diventeranno i nostri pulsanti finalizzati all’apertura dell’elenco delle sottopagine (o sottosezioni come in questo esempio).
Il clic su di essi non ha nessun effetto.

WordPress: creare un pulsante nel menù non attivo, solo per accedere a sottopagine

Starà poi a noi disporre nella maniera più corretta e logica questi pulsanti per favorire una navigazione semplice e intuitiva.

Link: guida sui menù WordPress

Magento: aggiungere link alle pagine del CMS nel menù superiore

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Magento: aggiungere link alle pagine del CMS nel menù superiore

Magento: aggiungere link alle pagine del CMS nel menù superiore

Magento, come ho scritto più volte su questo blog, è un’ottima piattaforma e-commerce ma abbastanza ostica da personalizzare.
I moltissimi temi disponibili per Magento spesso risolvono problemi di natura pratica andando incontro alle nostre esigenze, ma non sempre si riesce a trovare un tema che ci soddisfi in tutto.
Se si vuole, ad esempio, utilizzare il classico menù orizzontale superiore per linkare pagine create col CMS dobbiamo operare modificando un po’ il codice.
In Magento 1.7 Community Edition dobbiamo modificare

app/design/frontend/default/NomeDelTuoTemplate/template/page/html/topmenu.phtml (oppure header.phtml oppure un nome che indichi la zona superiore del template)

cercando il codice

 <?php if($_menu): ?>
<div>
<ul id=”nav”>
<li><a href=”/”>Home</a><li>
<?php echo $_menu ?>
</ul>
</div>
<?php endif ?>

e sostituendolo con
 <?php if($_menu): ?>
<div>
<?php echo $this->getLayout()->createBlock(‘cms/block’)->setBlockId(‘navigazione’)->toHtml() ?>
</div>
<?php endif ?>
in sostanza chiediamo di farci caricare il blocco statico chiamato navigazione invece della variabile $_menu
Nota che ho tolto anche i tag <ul id=”nav”><ul>
Il blocco statico lo creeremo come sempre andando in CMS->Blocchi statici->Aggiungi un nuovo blocco (io l’ho chiamato ‘navigazione’)
Ecco il codice da inserire (non considerare la classe associata al primo list item)
Magento: aggiungere link alle pagine del CMS nel menù superiore
In questo modo nel menù superiore del template di Magento non si caricheranno, ad esempio come spesso accade, le categorie merceologiche ma le pagine del CMS specificate nel blocco statico ‘navigazione’.
Ho preferito aggiungere qui i tag <ul> della lista non ordinata perchè se inseriamo solo i punti non ordinati <li> l’editor aggiunge <ul></ul> autonomamente. Inoltre possiamo avere anche un controllo più stretto sulla classe da applicare alla lista.
via [Summation]

Moodle: problemi installazione

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Moodle: problemi installazione

Moodle: problemi installazione

L’installazione di Moodle, la nota piattaforma open source per l’ e-learning, è stata resa molto semplice tramite una procedura guidata.
Dopo aver uploadato tutti i file sul proprio host, ed aver creato preventivamente il database che ospiterà la piattaforma, basta collegarsi via web al dominio e la procedura parte in automatico.
Spesso, però, si incontrano problemi dovuti alla cartella dove devono risiedere i file inviati dagli utenti.
La cartella, che di default si chiama “moodledata”, deve essere creata al di fuori di quelle raggiungibili via web e deve avere permessi di lettura/scrittura.
Se non sono rispettate queste due condizioni la procedura guidata non va avanti.
I messaggi di errore più comuni informano che la cartella che contiene “moodledata” non ha i permessi di lettura e scrittura, oppure che la cartella stessa si trova in posizione non sicura

La posizione della Cartella dei dati non è sicura

Se per forza dobbiamo creare la cartella all’interno di quelle accessibili via web possiamo renderla non accessibile tramite la creazione di un file .htaccess da inserire all’interno di “moodledata” con queste istruzioni

order deny,allow
deny from all

Sfortunatamente la procedura d’installazione di Moodle non riconosce questa azione di “messa in sicurezza” della cartella e non ci fa andare avanti comunque.
L’unica alternativa che ho trovato è quella di modificare manualmente il file di configurazione.
Si trova nella root della cartella dove abbiamo messo i file di Moodle e si chiama config-dist.php .
Sostanzialmente dobbiamo solo inserire i dati riguardanti la connessione al db (tipo di db, nome del db, user del db e password)

$CFG->dbtype = ‘mysqli’; // ‘pgsql’, ‘mysqli’, ‘mssql’, ‘sqlsrv’ o ‘oci’ (quasi sempre mysqli)
$CFG->dblibrary = ‘native’; // ‘native’ only at the moment
$CFG->dbhost = ‘localhost’; // quasi sempre localhost
$CFG->dbname = ‘moodle’; // nome del database
$CFG->dbuser = ‘username’; // username del database
$CFG->dbpass = ‘password’;//password del database

poi decommentiamo (leviamo le //) l’istruzione riguardante la password SALT e inseriamo una trentina di caratteri casuali tra gli apici

$CFG->passwordsaltmain = ’34yt5734nd34y9y4yd34n9935&!!&%hrTH%$y@6&*1′;

infine indichiamo l’url dell’installazione Moodle e il percorso assoluto della famigerata cartella dati

$CFG->wwwroot   = ‘http://www.miodominio.it/moodle’;
$CFG->dataroot  = ‘/home/miodominio.it/moodledata’;

Il resto possiamo lasciarlo uguale.
Rinominiamo il file da config-dist.php a config.php e riaccediamo al dominio.
Vedremo che avremo saltato la fase dell’installazione su cui ci eravamo fermati e saremo passati a quella della prima configurazione.

Link: altre info sull’installazione di Moodle 2.4

vBulletin: contenuto condizionale per la home page del CMS

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vBulletin: contenuto condizionale per la home page del CMS

vBulletin: contenuto condizionale per la home page del CMS

In vBulletin si può settare come home page sia la prima pagina del forum, sia la prima pagina del CMS (vBCms).
Come già scritto in un altro post, esiste una sintassi condizionale che ci permette di personalizzare i template.
Se voglio mostrare, ad esempio, del contenuto solo nelle pagine del CMS la sintassi è

<vb:if condition="THIS_SCRIPT == 'vbcms'">
Mostra solo nelle pagine di contenuto CMS</vb:if>

questa sintassi mi permette appunto di mostrare del contenuto ma in tutte le pagine del CMS.
Presupponendo che abbiamo settato come home page del nostro Vbulletin quella del CMS, se voglio mostrare un contenuto solo in questa pagina come posso fare? Basta usare un “trucco”.
Tutti contenuti creati da vBCms hanno appesi dei parametri, ad esempio:

http://www.miovbulletin.com/content.php?pagina-di-prova

questo parametro viene richiamato nella sintassi dei template con

$_GET[‘r’] == xx

dove xx può essere l’id di una sezione ma anche il nome del contenuto
Per richiamarci la home, che non ha parametri nell’URL, scriveremo quindi

<vb:if condition="THIS_SCRIPT=='vbcms' AND $_GET['r'] == ''">
Mostra solo nella home del CMS</vb:if>

ossia poniamo la condizione di essere nel CMS e lasciamo il parametro r vuoto.
Quindi siamo nella home del CMS.

Liberamente ispirato da questo post

Reti wireless disponibili: come impostare le priorità di connessione

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Reti wireless disponibili: come impostare le priorità di connessione

Sia a casa che in ufficio ho molte reti wireless disponibili. Può essere una seccatura se automaticamente Windows si connetta alla rete non voluta.
Come si può impostare un ordine di priorità tra le varie reti disponibili?

Reti wireless disponibili: come impostare le priorità di connessione

In Windows 7 è molto semplice basta cliccare su “Apri centro connessioni di rete e condivisione

Reti wireless disponibili: come impostare le priorità di connessione

Poi si deve cliccare su “Gestisci reti wireless

Reti wireless disponibili: come impostare le priorità di connessione

Nel pannello successivo o si fa clic col destro sulla rete da spostare e si usa il menù contestuale o si trascina la connessione nella posizione voluta

Reti wireless disponibili: come impostare le priorità di connessione

Una volta riordinate le connessioni, queste rispetteranno le priorità

Reti wireless disponibili: come impostare le priorità di connessione

Amministrare con Access in locale un MySQL remoto tramite SSH Tunneling

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Amministrare con Access in locale un MySQL remoto tramite SSH Tunneling

Amministrare con Access in locale un MySQL remoto tramite SSH Tunneling

Ci sono molte aziende che hanno enormi difficoltà a cambiare il loro modo di lavorare.
Se un impiegato ha imparato a lavorare con Microsoft Access, la dirigenza spesso preferisce far ruotare tutto su questo punto fermo, piuttosto che costringere ad un corso di formazione.
Mettiamo che si voglia quindi gestire tutto o parte di database online MySQL tramite la nota interfaccia di Access in locale.
Il problema più grande è che MySQL viene sempre configurato in modo da non accettare connessioni da remoto ma solo da localhost (o al massimo da un IP trusted).
Soluzione: abbiamo bisogno di fare SSH tunneling

  • scarichiamo Putty e Plink dal sito di Putty e mettiamoli entrambi in una stessa cartella
  • apriamo una shell di comando (per Windows 7 basta scrivere “cmd” e  fare invio nella casellina di ricerca del menù)
  • navighiamo fino alla cartella dove abbiamo messo i programmi e diamo questo comando
    plink -L 3307:localhost:3306 username@miodominio.it
    3307 è la porta locale cui ci connetteremo
    3306 è la porta remota di MySQL (raramente viene utilizzata un’altra porta)
    username è l’utente SSH
    miodominio.it identifica il server dove gira MySQL (può essere un dominio o un IP)
  • si avvierà una finestra terminale da Putty in cui ci viene chiesta la password (se tutto ok, un suono ci avvertirà dell’avvenuta creazione del tunnel)

Per collegare Access tramite il tunnel SSH (ho lavorato su un Access in inglese ma credo si capiscano i comandi)

  • se non lo si è già fatto scaricare e installare i driver Connector/ODBC (attenzione nella scelta tra 32 e 64 bit)
  • aprire Access e creare un nuovo db (è possibile usare anche un db già creato)
  • clic su File -> Get External Data -> Link Tables
  • nella scelta del tipo di link scegliere ODBC Databases ()
  • si aprirà una finestra, cliccare sul tab Machine Data Source e poi su New
  • si aprirà una nuova finestra, questa volta del Connector/ODBC
    1. immettiamo un nome qualsiasi per Data Source Name
    2. nella casella Server mettiamo il dominio o l’IP
    3. lasciamo vuota la casella di MySQL database name
    4. in User e Password immettiamo quelle di root
    5. Cliccando su Test il menù a discesa Database si popolerà dei db raggiungibili
    6. Scegliamo il db da collegare e clicchiamo OK
    7. A questo punto possiamo scegliere se importare tutte o solo alcune delle tabelle MySQL remote

Nota Bene: ho lavorato usando la versione XP di Microsoft Access. Non credo che le versioni successive siano troppo diverse.

Rimuovere le Java Console incompatibili tra i componenti aggiuntivi di Firefox

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Rimuovere le Java Console incompatibili tra i componenti aggiuntivi di Firefox

L’aggiornamento di Firefox alla versione 6.02 ha portato, come spesso accade, incompatibilità con alcune estensioni.
Prime fra tutte le Java Console che non possono essere rimosse tramite il pannello di controllo delle estensioni.

Rimuovere le Java Console incompatibili tra i componenti aggiuntivi di Firefox

Per rimuoverle manualmente bisogna chiudere Firefox e si deve andare nella cartella di installazione di Firefox

C:\Program Files\Mozilla Firefox\
o
C:\Program Files (x86)\Mozilla Firefox\ (per i sistemi Windows a 64 bit)

e cercare la cartella extensions

Rimuovere le Java Console incompatibili tra i componenti aggiuntivi di Firefox

Al suo interno si troveranno altre cartelle con nomi costituiti da combinazioni casuali di numeri e lettere.
Per capire quali di queste cartelle appartengono alle Java Console da eliminare basta aprirle e cercare il file chrome.manifest o install.rdf.
Apriamoli con un editor di testo come NotePad (o l’ottimo PSPad) e capiremo immediatamente il riferimento ad una Java Console.
Eliminiamo quella cartella (bisogna avere diritti di amministratore sulla macchina)

Rimuovere le Java Console incompatibili tra i componenti aggiuntivi di Firefox
al riavvio di Firefox non ci saranno più le segnalazioni relative alle Java Console.

[Via Forum di Mozillazine]

File cancellati nella cartella Dropbox

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File cancellati nella cartella Dropbox

Dropbox è l’applicazione che ha aperto al mondo il concetto di cloud computing. Essendo sempre più usata, può capitare che alcun file cancellati nella cartella locale possano essere di nuovo utili.
Per ripristinare i file cancellati Dropbox potrebbe riscaricarli dalla cartella remota ma, in realtà, questi sono ancora presenti nella cache quindi è da lì che l’applicazione li prende. La domanda è: dov’è questa cache?

Windows:

PercorsoAllaCartellaDropbox\.dropbox.cache\ (oppure)
C:\Users\Username\AppData\Roaming\Dropbox\cache

Linux:

~/Dropbox/.dropbox.cache or PathToYourDropboxFolder/.dropbox.cache/

Questo tipo di file si può vedere solo se è settata l’opzione per cui si vedono i file nascosti.
Ovviamente questa cache aumenta all’aumentare dei file eliminati (e proporzionalmente alla loro grandezza).
Per recuperare spazio sul disco possiamo cancellare questa cache.

Link: Dropbox

Registrazione azioni su desktop (screen recording)

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Registrazione azioni su desktop (screen recording)

Cercavo un software gratuito che mi permettesse di creare un tutorial per spiegare ad un cliente l’utilizzo di un’applicazione.
Mi sono imbattuto in CamStudio che può essere utilizzato per registrare una regione del desktop o tutto quanto (attenzioni alle dimensioni del filmato finale).
Il formato di esportazione è AVI o SWF. In questa seconda modalità si crea un file molto leggero ma non sono riuscito a visualizzarlo nè col player nè con un browser con supporto Flash.
Col formato AVI non ho avuto problemi.
Durante la registrazione è possibile aggiungere commenti sonori, nascondere la finestra del programma e il cursore. Inoltre è possibile aggiungere delle annotazioni direttamente sul video prodotto.
Insomma un programma gratuito che ha tutte le funzioni base desiderabili da un software per la creazione di tutorial.

Link: CamStudio