Author Archives: Sergio Gandrus

About Sergio Gandrus

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Da marzo 2018 lavoro come Technical Manager presso PayClick Programmo in ambiente LAMP e Angular2+. Realizzo app mobile con Ionic Framework. Sono papà e marito. Nel (poco) tempo libero mi piace leggere, il buon vino e viaggiare.

Disdetta Mediaset Premium

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A meno di clamorosi accordi dell’ultimo minuto, Mediaset Premium non avrà più i diritti per la visione della Serie A e della Champions League per il prossimo triennio 2018- 2021. Questi eventi saranno trasmessi in esclusiva solo su SKY.

Il fatto è che dal giorno 1 Luglio al 15 Agosto 2018, ogni titolare di un contratto Mediaset Premium, potrà disdire dal suo contratto senza costi e senza penali causa modifica condizioni contrattuali.
Ho già parlato del servizio LetteraSenzaBusta e mi sono trovato benissimo.
Ovviamente è un po’ più caro rispetto alla posta tradizionale ma il risparmio di tempo e la precisione del servizio sono un grande valore aggiunto.
Per la disdetta a Mediaset Premium io vi consiglio il servizio di LetteraSenzaBusta che prevede anche moduli già precompilati cui dovrete aggiungere solo le vostre generalità e i codici della tessera.

Sogni

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Oggi, in pausa, guardavo fuori la finestra dell’ufficio la collina verde che si erge proprio di fronte.
Entrava un vento fresco e umido.
Tutto conciliava un breve assopimento.
Due o tre profonde palpitazioni non sono state d’accordo e mi hanno riportato alla realtà del computer, del lavoro, della mia vita nel 2018.

Certe volte stai dentro un tunnel.
E sai che è la cosa giusta da fare.
Per te e per gli altri che ti sono attorno.
Altre volte no.

Qualche anno fa andai al concerto dei Depeche Mode.
Andata e ritorno da Roma con la moto.
Nella stessa giornata.
Concerto bellissimo di chi sa darmi note per quello che ho dentro.

All’andata faceva caldissimo e sudavo nel giubbino da motociclista.
Al ritorno faceva freddissimo e battevo i denti sotto al casco.
Quattro ore di viaggio per due di musica.
Pensavo a come quella cosa fosse sbagliata, troppo scomoda, troppo disallineata.

In altra epoca.
Ascoltavo a ripetizione “Home” dei Depeche Mode negli auricolari.
Era inverno e il vento freddo tagliava la faccia.
Camminavo per le strade della città.
Mi piaceva guardare le finestre illuminate dei palazzi.
Quelle dove c’era una famiglia che si metteva a tavola.
Una televisione accesa sul telegiornale.
Gente che parlava tra di loro.

Viviamo sempre in bilico su sentimenti contrapposti.
Malinconici mentre guardiamo lontano ma, alla fine, fin troppo esigenti verso i nostri mutevoli sogni.

Possibilità

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Oggi è stato l’ultimo giorno di scuola per mio figlio.
Forse ero più contento io di lui perchè non lo dovrò più accompagnare per l’entrata delle 8.
Mi potrò svegliare un po’ più tardi.
Forse.

La fine della scuola era un grande salto nel vuoto delle giornate che mi separavano dalle vacanze al mare.
Mi svegliavo più tardi, leggevo fumetti, guardavo la tv, giocavo con quei primi, rudimentali, videogiochi ma, sostanzialmente non sapevo che fare.
Oggi è diverso, i ragazzi sono più informati con internet e, teoricamente, saprebbero che fare.
Hanno possibilità.

Una volta dissi ai miei che sarei stato fuori col mio migliore amico e poi avrei mangiato a casa sua. Sarei tornato la sera.
Ma non era vero.
Volevo fare qualcosa di diverso

Dal mio quartiere ricco borghese m’incamminai verso l’ignoto della periferia.
Andai verso dove mio padre lavorava. La periferia est.
Con i suoi morenti edifici industriali, il caotico traffico, i brutti bar con la gente con gli alcolici davanti anche al mattino.

Comprai una pizzetta e me la mangiai vicino ai binari di un tram che non passava più.
Conobbi una ragazzina un po’ più grande di me.
Mi colpì il fatto che non fosse curata come le mie compagne di classe. Aveva i capelli crespi e raccolti a crocchia sulla testa.
Aveva anche qualche graffio in faccia e le unghie smangiate e con qualche traccia di smalto rosso.
Sicuramente si accorse che non ero della zona.

Si fece offrire un po’ di cose al bar e le portammo su una spiaggia sporchissima.
Faceva caldo e qualcuno s’immergeva in quell’acqua orribile.
Lei mi chiedeva della mia vita, di quello che facevo, delle cose che avevo.
Un po’ rispondevo e un po’ non mi andava.
Non mi piaceva e volevo che se ne andasse ma non sapevo come dirlo. Sentivo che la mia fuga non era andata come volevo.

Poi dissi che dovevo andare sennò avrei avuto dei guai a casa e lei si fece una mezza risata.
Mi diede un bacetto sulla guancia e mi disse che mi sarebbe venuta a trovare fuori alla scuola se ne avesse avuto la possibilità.
Io sperai di no.

Certi vuoti sono possibilità, altri sono vuoti e… basta.

L’ostinazione di Philip Roth

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“Mattina dopo mattina per cinquant’anni, ho affrontato la pagina a venire senza difese e impreparato. L’ostinazione, non il talento, ha salvato la mia vita”
[Philip Roth]

Questa frase dello scrittore appena scomparso è il monumento che ho eretto al centro della mia vita.
Per quanto ognuno di noi abbia un seppur minimo talento (del mio mi faccio raccontare dagli altri ma non riesco a lo stesso a focalizzarlo esattamente) questo è niente se non supportato dalla volontà.

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La palestra

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Prima o poi dovevo scrivere qualcosa su questo luogo in cui ho passato, purtroppo, gran parte del tempo dedicato all’attività fisica.

Preambolo: andare in palestra è una palla.
Per quanto mi sia sforzato, negli anni, non ho mai trovato un argomento, un aspetto che mi rendesse l’ambiente meno noioso.
L’unico aspetto interessante (se così possiamo dire) sono gli elementi che immancabilmente trovi in qualsiasi palestra tu vada, a qualsiasi latitudine.
Dalla palestra chic al tugurio di periferia.
Ne enuncio un bouquet ristretto ma ce ne sono parecchi altri.

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Ormai tra noi è tutto infinito – Gio Evan

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Ero nella libreria della COOP e volevo comprare un fumetto.
Ormai ho cataste di libri da leggere sul comodino (e sotto) ma continuo a entrare in libreria per istinto.
Mi sento al sicuro ed emozionato allo stesso tempo.
Però, per non sentirmi in debito con qualche altro grande autore, volevo virare su un meno impegnativo fumetto.
Mi sono ritrovato invece nello scaffale della poesia.
Era tanto che non compravo poesia, era tantissimo che non compravo poesie d’amore. Leggi tutto

Nuovo scopo del blog

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Un tempo questo blog era molto frequentato da chi voleva qualche informazione su un nuovo software, evitare una possibile truffa su internet o, semplicemente, un qualche suggerimento professionale.
Io ho goduto della visibilità del blog, allacciando anche molti rapporti professionali.
Adesso la mia vita professionale è molto cambiata e non riesco ad aggiornare questo spazio con la dovuta frequenza.
Ho deciso, quindi, di dare una sterzata decisa al suo scopo, facendolo diventare un diario di quello che faccio.
Quindi “anche” post inerenti l’informatica ma voglio inserire quello che riempie la mia vita quando non lavoro.
Ho capito che è riduttivo mettere tutto nel grande contenitore di Facebook.

Se poi qualcun altro lo troverà interessante, tanto meglio. Significa che potrò usare il blog per conoscere persone e non solo possibili clienti.

 

Visura online CRIF

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Ho scoperto che ci sono parecchi siti online che promettono, a fronte di pagamenti più o meno grandi, la visura online presso la banca dati dei cattivi pagatori chiamata CRIF.
In realtà, questi siti permettono solo la compilazione online del modulo per la richiesta presso CRIF del modulo per la richiesta di visura (perdonate il gioco di parole). Cosa che si può fare tranquillamente da soli e pagare solo CRIF (da 4 a 10 euro circa).

Il link per la compilazione del modulo CRIF, non so perchè, è abbastanza nascosto ma vorrei renderlo il più visibile possibile.
Eccolo di seguito https://www.modulorichiesta.crif.com/