Category Archives: Hosting

Sicurezza: violata la banca dati di OVH

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Ricevo stamattina questa comunicazione da parte di OVH 

Gentile Cliente,

Abbiamo recentemente rilevato un attacco alla sicurezza della nostra rete interna nella sede centrale di OVH.
Abbiamo immediatamente messo in sicurezza e denunciato lincidente.
Abbiamo rilevato che il database dei nostri clienti Europa avrebbe potuto essere copiato illegalmente.
Questo database contiene: cognomi, nomi, Nic, indirizzi, città, stati, telefono, fax e password cifrata. Le informazioni sulle carte bancarie non vengono considerate perché OVH non le conserva.
Anche se il cifraggio della password del tuo identificativo sembra molto sicuro, ti consigliamo di cambiare la password il prima possibile.

Per maggiori informazioni sullincidente:

http://status.ovh.net/?do=details&id=5070

Se siete clienti OVH cambiate la password.

Link: OVH

Fine dei Maintainer .it. Cosa cambia.

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L’introduzione del sistema di registrazione sincrono (attivo dal 28 settembre 2009) dei domini .it da parte del Registro ha portato molti benefici e alcuni cambiamenti.
All’inizio le figure che potevano registrare un nome  a dominio .it erano due: il Maintainer ed il Registrar.
Dal sito del Registro

Il Maintainer è un fornitore di servizi che ha un contratto con il Registro in base al quale può gestire i domini .it in modalità asincrona, in proprio o per conto dei suoi clienti.

Il Registrar è un fornitore di servizi che ha un contratto con il Registro in base al quale può gestire i domini .it in modalità sincrona, in proprio o per conto dei suoi clienti.

Dal 1 luglio 2010 non è più possibile stipulare contratti Maintainer che permettono di operare in modalità asincrona. L’obiettivo finale del Registro .it è quello di utilizzare la sola modalità sincrona.
Ne consegue che la figura del Maintainer  è destinata a scomparire.
Dal 31/12/2010 tutti i contratti stipulati in maniera asincrona scadono. A quella data i domini .it registrati presso Maintainer passeranno nello stato ”NO-PROVIDER” o  “REDEMPTION-NO-PROVIDER” .
Se un dominio .it è stato registrato con un Maintainer (che non ha ancora operato il passaggio a Registrar) cosa si deve fare? La soluzione più semplice è quella di trasferirlo subito presso un Registrar (la lista completa la trovi qui).

Io vi consiglio MisterDomain.eu che è anche mio fornitore per la registrazione e gestione dei nomi a dominio. In questi due anni di collaborazione mi sono sempre trovato bene e qualsiasi problema è sempre stato affrontato con celerità e competenza.

Link: MisterDomain.eu

Aruba: configurazione caselle di posta sul dominio

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Ecco  le nuove istruzioni per la configurazione di una  casella di posta su client come Outlook, Thunderbird ecc. se si possiede una casella di posta con dominio registrato su Aruba.
Le impostazioni sono valida dal 20/12/2010

qualora utilizzi un Client di Posta (Outlook Express, Mozilla etc) per la gestione delle caselle di posta su dominio (caselle@nomedominio.xxx) e come server di posta in uscita utilizzi uno dei server di Aruba (ES: smtp.nomedominio.xxx oppure smpt.aruba.it; smtps.aruba.it) per il corretto funzionamento della posta, quindi dell’invio e della ricezione messaggi, sarà necessario configurare, se non già fatto, all’interno delle impostazioni del client stesso, l’autenticazione necessaria del server entro e non oltre il giorno 20/12/2010.

COME IMPOSTARE L’AUTENTICAZIONE DEL SERVER
Per effettuare questa modifica sarà necessario accedere dal proprio Client di Posta , alle impostazioni account della propria casella e successivamente alla pagina/cartella dedicata alle impostazioni dei server (o posta in uscita – SMTP).

Attenzione: Secondo il Client di Posta che si utilizza, la voce “autenticazione necessaria del server” così denominata in Outlook, potrà avere nomi diversi, comunque similari, come ad esempio “Il server della posta richiede l’autenticazione” – oppure “Impostazioni server SMTP in uscita” etc…
Dopo aver individuato la pagina dove apportare le modifiche, sarà necessario:
– Attivare l’autenticazione del server SMTP (posta in uscita)
– Attivare l’autenticazione tramite account di posta
– Inserire nome account (nome utente) e password della stesas casella Aruba utilizzata
Salvare e rendere effettive le impostazioni

Per maggiori informazioni, sarà possibile consultare apposita guida alla pagina http://ticket.aruba.it/KB/a646/come-configurare-il-client-di-posta.aspx

Link: Aruba

Conoscere l’hosting di un sito (e tante altre informazioni)

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Se vogliamo ricavare più informazioni su un sito e sul server che lo ospita, possiamo utilizzare  http://serversiders.com/ inserire una URL e cliccare su check.
Verranno mostrate informazioni come

  1. Locazione dell’Hosting
  2. Provider di rete dell’Hosting
  3. Sistema operativo del Server
  4. Linguaggio di programmazione del sito
  5. Librerie Javascript (se presenti)
  6. Prima data in cui è stato generato traffico
  7. Account Adsense e Analytics
  8. Domini che hanno link reciproco
  9. Classifica Alexa del sito
  10. Domini linkati (da e per)
  11. Domini ospitati con lo stesso indirizzo Ip
  12. Domini con livello di traffico simile

Link: ServerSiders

TOL.IT: come perdere un buon cliente in poche mosse (parte 2)

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Questa è la seconda parte della storia del rapporto con il mio ex fornitore di servizio hosting TOL.it.
Per la prima parte vedi qui

Parte 2

Dopo il disastro che mi costò quasi un’ulcera e qualche notte insonne maturai l’idea di abbandonare TOL.it.
Anzi, all’inizio speravo di potermi rivalere in qualche modo.
Dopo tutto avevo subito un danno economico e d’immagine.
Economico perchè mi fermai nella vendita dei servizi e d’immagine perchè fa veramente una brutta figura un consulente informatico che non riesce a tenere visibile il suo blog.

Purtroppo il mio amico avvocato che contattai mi consigliò di desistere perchè

  • la Giustizia italiana ha dei tempi così dilatati che ci si deve impelagare in una causa solo quando non si può fare altrimenti
  • i danni da me subiti erano difficilmente quantificabili e dimostrabili

Non ultimo c’era il fatto che io avevo sui loro server decine di clienti che potevano diventare ostaggi in una possibile rivalsa.
Desistetti.
Ovviamente, però, pianificai il piano di fuga da TOL.it in modo che entro un anno, un anno e mezzo non avessi avuto più nessuno lì su.
Dati i succitati problemi di leggibilità del pannello di controllo, mi feci una tabella in Google Calendar in cui scrivevo quando e come dovevo disdire i contratti (secondo le loro regole).

A non recedere mai da questo intento contribuivano gli avvisi di scadenza dei vari servizi.
Dovete sapere che TOL.it invia email quando è in scadenza un dominio o un servizio già da 60 giorni prima, con cadenze che passano da uno a settimana fino a uno al giorno.
Immaginate di avere decine di servizi e quindi di avere decine di email in casella. Una piccola seccatura, sicuramente, ma che si sommava alle altre.
Non è tutto perchè anche il Plesk può inviare questi avvisi di scadenza che diventano anche quotidiani!

Inutile dire che se chiedevo, tramite ticket di assistenza, di silenziare questi avvisi, mi veniva assicurato che non sarebbero arrivati più.
Puntualmente, il giorno dopo mi ritrovavo gli avvisi in casella. Questo voleva dire o che i tecnici non sapevano dove mettere le mani o, peggio, che l’assistenza mi diceva delle bugie.

Perchè sto raccontando adesso questa storia?
Perchè ho quasi finito il trasferimento di tutti i clienti (manca veramente poco) ma, soprattutto, perchè sono perseguitato dagli avvisi di scadenza di un dominio che ho per fortuna trasferito un anno fa! Meno male che ci sono le prove che questo dominio non è più da loro altrimenti mi arriverebbero anche le richieste di pagamento.
Ci sarebbe da ridere se non stessimo parlando di un’azienda che deve stare sul mercato e che deve mantenere un livello occupazionale.
Mi chiedo che speranze ci sono se il livello si mantiene questo.

Ultima nota: forse è stato un caso ma il crollo della qualità del servizio e l’evidenza della grande disorganizzazione di TOL.it sono venuti fuori da quando l’azienda è entrata nell’orbita di Aruba. Mentre Aruba ha saputo mantenere ed elevare gli standard, TOL.it mi sembra che sia stata abbandonata a sé stessa. Ma queste sono solo supposizioni.

FINE

TOL.IT: come perdere un buon cliente in poche mosse

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Questa è la storia del rapporto con il mio ex fornitore di servizio hosting TOL.it.
Spero che possa essere d’aiuto a qualche collega ma anche a coloro che lavorano in TOL.it per poter migliorare il servizio che offrono.

Parte 1

Quando 4 anni e mezzo fa decisi di dare le dimissioni dall’azienda presso cui ero impiegato e cominciai la carriera da professionista del web, ero in cerca di fornitori affidabili.
Per chi offre servizi legati a internet, un buon provider di hosting è fondamentale.
Scelsi TOL.it perchè precedentemente lo avevo provato con formule del tipo “hosting condiviso” con clienti senza particolari esigenze e mi ero trovato bene.
Per me, invece, scelsi una formula che prevedeva 2Gb di spazio, pannello Plesk e N domini da poter registrare.
Il primo impatto fu spiazzante in quanto l’interfaccia utente che mi permetteva di gestire il mio rapporto con TOL (acquisti di domini e servizi supplementari) era a dir poco criptica e anche malfunzionante. Ancora oggi se mi autentico qui arrivo qui (che diavolo è subdomain-hotel.gif???)
Tuttavia, dopo un primo tempo di rodaggio, cominciai a farci l’abitudine e, soprattutto, l’assistenza era veramente disponibile e veloce. I dubbi venivano fugati in breve tempo e c’era una certa elasticità nel risolvere problemi creati dalla mia inesperienza verso le loro procedure.

Solo i rinnovi dei domini e dei servizi mi creavano qualche problema perchè questi si rinnovavano automaticamente e non c’era (e non c’è) alcun pannello di controll0 che mi facesse capire chiaramente se avevo provveduto al pagamento e/o mi ero scaricato la fattura. Le disdette dovevano essere fatte 30 giorni prima della scadenza naturale del dominio (altra regola opinabile).
Per molto tempo, però, non ho avuto alcun tipo di problema legato alla qualità del servizio.
In 3 anni sono arrivato ad avere anche 40 progetti attivi su TOL.it. Questo stesso blog si può dire che sia “cresciuto” lì.

I problemi cominciarono quando il server Windows (ebbene sì, da allora in poi solo Linux) dove si trovava la mia porzione di hosting autogestito iniziò a dare i numeri.
Siti irraggiungibili, servizi che cadevano e tecnici che non arrivavano a capo del problema.
Fino al disastro totale. Rottura del hard disk, così mi fu detto, con conseguente perdita dei dati.

Decine di clienti inferociti che mi martellavano e, dall’altra parte, tecnici che evidentemente non dovevano tenere a bada solo me.
Anche io, che non sono un grande hardwarista, so che con una configurazione RAID 1 è possibile garantire la continuità del servizio.
Allora perchè non lo è stato fatto con quel server? Mistero.

Dopo più di 20 giorni di lotte e di recupero dati tramite un loro vecchio backup e alcuni miei parziali, si riuscì a tornare ad essere visibili senza alcuna denuncia da parte dei miei clienti.
Consiglio per i colleghi: indicate sempre, nei contratti che fate sottoscrivere ai clienti, che la visibilità del sito o il funzionamento dell’applicazione può non dipendere da voi e che quindi non ne siete legalmente responsabili.

Fine prima parte

Hosting su server esteri in un colpo d’occhio

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web-hosting-logs

Ho avuto parecchi clienti che già utilizzavano hosting su server siti al di fuori dell’Italia.
Devo ammettere che le esperienze d’uso sono state molto positive.
Soprattutto mi ha meravigliato il fatto che, a fronte di un costo contenuto, questi hosting provider con migliaia di domini e altrettanti clienti potessero rispondere a richieste di assistenza in così breve tempo.
In particolare ho lavorato con GoDaddy e Hostgator ricevendone un’ottima impressione.

Barcamenarsi nel mare di offerte estere è difficile. Lo è già con le offerte casalinghe.
Per avere un bel colpo d’occhio e leggere qualche recensione dei migliori 10 web hosting esteri si può dare un’occhiata a FindMyHosting.com.
In un’unica schermata, quella iniziale, si possono vedere riassunte tutte le caratteristiche salienti degli hosting provider selezionati.
Cliccando poi su “read review” si ha un dettaglio dei servizi offerti e dei giudizi espressi.
In realtà non per tutte le aziende è disponibile la recensione ma dove c’è è molto illuminante.

Il vincitore della classifica di gradimento, tra quello che viene definito best web hosting, è il servizio offerto da JustHost.com, che non conosco ma non è detto che una prova in futuro non ce la faccia.

Link: FindMyHosting.com

Jimdo salva i siti di Geocities e Google Creator

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jimdo

Yahoo ha annunciato che Geocities sarà chiuso entro la fine di quest’anno.
Durante il mese di giugno anche i siti creati con Google Creator verranno chiusi.
Che fare?
Una risposta viene da Jimdo, un servizio attraverso cui è possibile mettere su siti web senza conoscere niente di HTML, configurazioni, database ecc.
Oltre al servizio base, in cui viene offerta la possibilità di creare siti web ex-novo, viene proposto anche quello di salvataggio dei siti Geocities e Google.

Ovviamente sarà possibile mantenere il proprio dominio (non il sottodominio www.geocities.com/username)

Un’occasione per non perdere il lavoro di anni.

Link: Jimdo e la scialuppa di salvataggio per siti Geocities e Google

Comparazione Hosting con WebHostingChoice

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Web Hosting Choice è una guida gratuita, online ma in inglese, che aiuta a districarsi tra le numerose offerte di hosting.
Utile soprattutto per chi preferisce un hosting di oltreoceano, sono disponibili recensioni e tabelle di comparazione tra le varie offerte.
I provider sono suddivisi per servizi, ma anche per tipo e qualità di supporto, per costo finale, per grandezza, ecc.
Per ogni sezione è segnalato un “best of”, il migliore secondo il parere estrapolato dalle recensioni.
Nella tabella dei migliori tutti i servizi sono analizzati nel dettaglio e votati.

Il vantaggio di operare con provider di oltreoceano è palese per quel che riguarda i pagamenti.
L’euro forte invoglia molto ad acquistare questo tipo di prodotti. Senza contare che molte delle aziende citate sono leader mondiali: Yahoo!, HostGator, GoDaddy ecc.
Personalmente ho avuto la possibilità di lavorare con GoDaddy per un cliente e devo ammettere che il punto di forza, oltre alla qualità intrinseca del prodotto hosting, è il supporto.
Basta avere una minima dimestichezza con l’inglese per essere supportati al meglio in caso di problemi di qualsiasi tipo (tecnici o commerciali).
Le formule, poi, sono così varie e modificabili che si ha praticamente sempre la certezza di cucirsene addosso una.

Insomma, tramite WebHostingChoice potreste trovare (o provare) un servizio di grande soddisfazione.

Link: web hosting choice

Problemi TOL e visibilità blog

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Come primo post dell’anno avrei preferito un argomento diverso ma mi sembra doveroso informare del perchè il blog funzioni a intermittenza.
Purtroppo il server TOL su cui era ospitato sergiogandrus.it ha avuto un grave malfunzionamento ed è stato ripristinato il tutto su una macchina nuova.
Questo ha comportato molto tempo per la riconfigurazione e tuttora sopraggiungono problemi riguardo ai permessi utente.
Non sono soddisfatto di come è stata affrontata questa emergenza da parte di TOL (altri siti di miei clienti hanno ancora dei problemi) sia per la lentezza dell’intervento sia per la poca comunicazione da parte del supporto.
Sono molto indeciso se proseguire la collaborazione con questo provider.

Detto questo, auguro a tutti un sereno e proficuo anno nuovo: auguri!