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Android: problema accesso account Google

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Google, da un anno circa, ha attivato la verifica in due passaggi per l’accesso ai propri servizi.
E’ un importante passo in avanti per la sicurezza dell’account ma può dare qualche problema su dispositivi più vecchi o non adatti a questo tipo di verifica.
Fanno parte di questi dispositivi alcuni tipi di tablet e smartphone basati su Android.
Succede così che, pur inserendo la password giusta, non si riesca ad accedere all’account Google.
Niente paura: nessuno hackerato l’account.

Per risolvere si deve accedere da un pc all’account Google -> cliccare su Sicurezza e poi su Modifica della sezione “Autorizzazione di applicazioni e siti“.
Poi si deve creare una password ad hoc per l’applicazione avendo cura di assegnargli un nome che ne faciliti il riconoscimento.
Ad esempio chiamiamo “tablet” la password creata per quel dispositivo

Verrà generata una password che inseriamo nel dispositivo (o applicazione) che deve accedere all’account.
Non è necessario annotare questa password: potremo rigenerarla o revocarla in qualsiasi momento sempre da questa interfaccia.

Scaricare di dati personali Google

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Google Takeout è un servizio messo a disposizione da Google per scaricare sotto forma di archivio i i dati personali immagazzinati tra le varie applicazioni.
Si può selezionare da quali applicazioni scaricare o scaricare da tutte quante insieme.
Una particolarità è quella che ci permette di trasferire i nostri contatti (quelli delle famose cerchie di Google Plus) da un account ad un altro.

Nella pagina che ci conduce attraverso questa procedura possiamo anche scoprire quand’è che abbiamo aperto l’account su Gmail!

Link: via Nirmlatv

 

Proteggere gli indirizzi email dallo spam con reCAPTCHA Mailhide

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Pubblicare un indirizzo email sul web è il modo migliore per renderlo preda degli spambot. Questi ultimi sono programmi che automaticamente girano per la Rete e immagazzinano nei database tutti gli indirizzi email che trovano. Lo scopo è quello di spammare queste caselle di posta con email non desiderate.
Ma se uno ha la necessità di pubblicare il proprio indirizzo email? Ad esempio su un forum o all’interno di un sito web?
Possiamo usare il servizio offerto da Google, chiamato reCAPTCHA Mailhide, che limita l’azione degli spambot.
Il metodo è molto semplice. Si pubblica un link ad una pagina che richiede un intervento di tipo umano per rilevare l’indirizzo email associato.
Normalmente, questo intervento di tipo umano è la scrittura di due parole non leggibili da uno spambot.
Il servizio si usa così

  • si inserisce l’indirizzo email da proteggere
  • conseguentemente ci vengono forniti
    • un URL dove c’è il test di verifica (vedi immagine)
    • un suggerimento di HTML includibile in qualsiasi pagina web

Semplice ed efficace. Ah! La mia email è questa 🙂

Link: reCAPTCHA Mailhide

Sistema per la gestione dei contenuti video: VidCaster

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Da quando Google ha acquisito YouTube uno dei principali obiettivi degli sviluppatori è stato quello di mettere a disposizione le enormi potenzialità della piattaforma a tutti gli utenti.
YouTube dispone di molte API pubbliche che permettono la personalizzazione dei video che possono essere poi hostati sul proprio spazio come sui server di YT.
E’ così possibile creare, ad esempio, un proprio canale di internet tv aggiungendo loghi, metadati, video sitemap e anteprime ai video.
VidCaster è una piattaforma per utilizzare in maniera semplice tutte le API e possibilità di YouTube.

Per provarne le potenzialità esiste un account di tipo gratuito che permette la connessione con il proprio canale.
Le funzionalità più avanzate (con le opzioni più spinte di personalizzazione) appartengono alle sottoscrizioni a pagamento.

Link: VidCaster

Mappatura dei MAC address con Google

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Non mi soffermo sul significato e l’utilità del MAC address. Essendo però un dato trasmesso quasi sempre in chiaro dai dispositivi di rete è possibile “collezionare” questo tipo di dati.
Ad esempio i cellulari e tablet con sistema operativo Android, quando trovano un dispositivo wireless inviano anche il MAC address a Google assieme alle sue coordinate geografiche.
Teoricamente quindi è sempre possibile interrogare il motorone di Mountain View per sapere quel determinato MAC address dove è stato localizzato.
Android Map è un progetto che va in questo senso. Dato un MAC address, se il dispositivo è stato mai “agganciato” da un sistema Android, è possibile ricavarne la collocazione geografica.

Link: Android Map

Connettere computer remoti con semplicità

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Gbridge è un’applicazione (NON sviluppata da Google) che sfrutta la rete ed il sistema di autenticazione di GTalk per connettere computer remoti.
Una volta scaricato il piccolo client (3MB) possiamo accedere al servizio effettuando il login con le credenziali Google.

Da una semplice interfaccia è poi possibile vedere le condivisioni create con gli utenti (altri nostri pc o altri amici) che hanno accesso alle risorse condivise.
Come in una vera e propria VPN (Rete Virtuale Privata).

Per chi non ha il client basta un browser per poter navigare verso la rete.
L’URL avrà questa composizione

http://nomecomputer.nomutente.gbridge.net

Per invitare gli amici a visionare il network basta compilare un semplice form

Esiste anche una funzionalità di condivisione del desktop chiamata Gbridge DesktopShare che funziona solo con Microsoft Remote Desktop (RDP) disponibile.
Ossia con i sistemi operativi: XP Pro, Vista business/ultimate, 7 business/ultimate.

Link: Gbridge

Misurare la velocità di caricamento di un sito, individuare carenze, confrontare nel tempo

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La notizia che Google consideri importante la velocità di caricamento del sito è cosa nota.
Il ranking quindi dipenderà anche dalla leggerezza e razionalità con cui sono costruite le pagine web.
Per la misura di questa velocità Google stessa suggeriva WebPagerTest che però è molto scarno.

GTmetrix supplisce alle carenze di WebPagerTest e, oltre a fornire un completo set di analisi del comportamento del sito nel caricamento delle sue parti, ne suggerisce le eventuali migliorie.
Il tutto è facilitato dal fatto che viene espresso un valore numerico ad indicare la percentuale di “gradimento” secondo i parametri espressi da Google Speed o Yahoo Speed (YSlow).

Il tool online è gratuito e non necessita di registrazione ma, se ci si registra presso GTmetrix, è possibile salvare nel tempo i vari risultati in modo da confrontarli tra di loro.

Qualche considerazione a margine di questo discorso lunghissimo che stiamo portando avanti in molti attraverso una serie di articoli

  • molti dei warning presenti nei report riguardano servizi esterni (come il codice incluso Google AdSense o riportabile ai circuiti di advertising)
  • i plugin di un blog di basato su WordPress (come questo che state leggendo) costituiscono un limite alla linearità del codice
  • dalle statistiche web si evince che un tempo “giusto” di caricamento è di 4 secondi (senza contare tutte le variabili), oltre questo tempo aumenta di molto la percentuale di rimbalzo dell’utente
  • alcune tecniche per il miglioramento della velocità di scaricamento delle pagine, come CDN, non sono alla portata di tutti i gestori di siti

Link: GTmetrix

Scaricare Google Pacman

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Il 22 maggio la home page di Google è stata dedicata ai venti anni di Pac Man, uno dei giochi di più grande successo di tutti i tempi (e io ero c’ero).
Al posto del classico logo di Google c’era una versione giocabile e personalizzata del famoso gioco.
Per chi se lo fosse perso o per chi semplicemente vorrebbe averlo per poterci giocare ancora, c’è una buona notizia.
E’ stato scaricato per intero ed è giocabile. Nel link trovate la cartella su MediaFire.

Link: Google Pacman

La velocità di caricamento delle pagine di un sito influirà sul suo ranking

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Per fortuna non stiamo parlando del famigerato PageRank ma della “considerazione” per cui Google, all’interno di una ricerca, mette un sito prima di un altro.
Ad aumentare questo ranking contribuirà la velocità di caricamento delle pagine. Quindi siti più leggeri = siti meglio indicizzati.
Lo ha detto Matt Cutts in un’intervista a WebProNews ed è stato ampiamente riportato da altre autorevoli fonti di SEO

Devo fare il mea culpa per questo blog, la cui pagina iniziale arriva a pesare anche 300 KB. Tuttavia ci sono parecchi accessori che sono irrinunciabili.
Tutti riconducibili spesso a librerie Javascript (come JQuery che nella sua configurazione ‘minimized’ ma non compressa arriva sui 55KB) che assolvono a diverse funzioni o a file CSS che diventano di dimensioni considerevoli nel tentativo di rendere piacevole e cross-browser il contenuto. Ini ultimo c’è l’ottimizzazione delle immagini che non sempre viene fatta.
Per aiutarci a capire se il nostro sito ha bisogno di una cura dimagrante possiamo far riferimento a 2 servizi di analisi online:

  1. Web Page Speed Report
    Molto completo. Oltre a fare un check del sito offre dei suggerimenti su come alleggerire i componenti più pesanti.
  2. Page Size Extractor
    Più immediato. In una lista tutti i pesi del sito suddivisi per tipologia.

Nel caso, invece, preferissimo gli strumenti inclusi nel browser potremmo usare Page Speed di Google che è un componente aggiuntivo di Firefox.
Molto professionale in quanto completo e dettagliato, funziona solo se avete già installato FireBug.

page-speed

Dopo l’analisi della pagina vengono mostrato in una lista tutti gli interventi tra quelli necessari (pallino rosso) e consigliati (triangolo giallo).
Ancora sul web, infine, è possibile trovare gli strumenti necessari per comprimere le librerie Javascript e i file CSS.