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internet security 2010 144x200 it Licenza gratuita per 12 mesi antivirus Trend Micro

Trend Micro sta offrendo gratuitamente una licenza prova, valida per un anno, del suo noto antivirus “Internet Security 2010″.
Per ottenerla bisogna però passare per la pagina “istituzionale” in inglese del sito, scaricando il file 149MB TIS175_IOMEGA.exe.

Durante l’installazione, nel momento in cui viene chiesto il numero seriale, bisogna selezionare “Install a free trial version“.
La particolarità è che questa prova dura, appunto, 12 mesi. La registrazione con inserimento della propria email rimane obbligatoria.

Link: Trend Micro Internet Security 2010

g2 Utente PayPal verificato: come si controlla?

In molti siti che propongono PayPal come sistema di pagamento c’è un marchietto (quello che ho postato in apertura) che indica che si tratta di un utente verificato.
Che significa essere un utente verificato?
Dal sito di PayPal:

Il sistema di verifica di PayPal ti consente di ottenere maggiori informazioni sugli utenti prima di inviare loro pagamenti tramite PayPal. Verifica che le informazioni riportate sotto siano coerenti con quelle dell’azienda, dell’organizzazione o della persona alla quale desideri inviare il pagamento.

Per diventare un utente verificato in Italia un utente PayPal deve effettuare la registrazione al nostro programma Codice di verifica. Dopo aver completato la registrazione con Codice di verifica, l’utente viene sottoposto a ulteriori controlli che aumentano la sicurezza per tutti gli utenti PayPal. Tieni presente che il sistema di verifica di PayPal non costituisce un’approvazione di un utente né una garanzia delle procedure commerciali adottate da un utente. Prendi sempre in considerazione altri indicatori quando valuti gli utenti, inclusi la durata dell’iscrizione a PayPal e i numeri di reputazione (su eBay o altri siti di aste online, se presenti).

Quindi una sicurezza in più (non la sicurezza totale) per chi sta acquistando.
Ma come faccio a verificare che il marchietto non sia stato messo per rassicurarmi e poi, invece, non c’è stato alcun processo di verifica?
Purtroppo l’unico sistema che ho trovato è quello di usare un link, accessibile solo se si possiede un account con PayPal.
Il link è

https://www.paypal.com/it/verified/pal=venditore@dominio.com

Dove, ovviamente, a venditore@dominio.com si sostituisce l’email legata all’account del venditore.

Link: PayPal

top 01 TOL.IT: come perdere un buon cliente in poche mosse (parte 2)

Questa è la seconda parte della storia del rapporto con il mio ex fornitore di servizio hosting TOL.it.
Per la prima parte vedi qui

Parte 2

Dopo il disastro che mi costò quasi un’ulcera e qualche notte insonne maturai l’idea di abbandonare TOL.it.
Anzi, all’inizio speravo di potermi rivalere in qualche modo.
Dopo tutto avevo subito un danno economico e d’immagine.
Economico perchè mi fermai nella vendita dei servizi e d’immagine perchè fa veramente una brutta figura un consulente informatico che non riesce a tenere visibile il suo blog.

Purtroppo il mio amico avvocato che contattai mi consigliò di desistere perchè

  • la Giustizia italiana ha dei tempi così dilatati che ci si deve impelagare in una causa solo quando non si può fare altrimenti
  • i danni da me subiti erano difficilmente quantificabili e dimostrabili

Non ultimo c’era il fatto che io avevo sui loro server decine di clienti che potevano diventare ostaggi in una possibile rivalsa.
Desistetti.
Ovviamente, però, pianificai il piano di fuga da TOL.it in modo che entro un anno, un anno e mezzo non avessi avuto più nessuno lì su.
Dati i succitati problemi di leggibilità del pannello di controllo, mi feci una tabella in Google Calendar in cui scrivevo quando e come dovevo disdire i contratti (secondo le loro regole).

A non recedere mai da questo intento contribuivano gli avvisi di scadenza dei vari servizi.
Dovete sapere che TOL.it invia email quando è in scadenza un dominio o un servizio già da 60 giorni prima, con cadenze che passano da uno a settimana fino a uno al giorno.
Immaginate di avere decine di servizi e quindi di avere decine di email in casella. Una piccola seccatura, sicuramente, ma che si sommava alle altre.
Non è tutto perchè anche il Plesk può inviare questi avvisi di scadenza che diventano anche quotidiani!

Immagine0004 TOL.IT: come perdere un buon cliente in poche mosse (parte 2)

Inutile dire che se chiedevo, tramite ticket di assistenza, di silenziare questi avvisi, mi veniva assicurato che non sarebbero arrivati più.
Puntualmente, il giorno dopo mi ritrovavo gli avvisi in casella. Questo voleva dire o che i tecnici non sapevano dove mettere le mani o, peggio, che l’assistenza mi diceva delle bugie.

Perchè sto raccontando adesso questa storia?
Perchè ho quasi finito il trasferimento di tutti i clienti (manca veramente poco) ma, soprattutto, perchè sono perseguitato dagli avvisi di scadenza di un dominio che ho per fortuna trasferito un anno fa! Meno male che ci sono le prove che questo dominio non è più da loro altrimenti mi arriverebbero anche le richieste di pagamento.
Ci sarebbe da ridere se non stessimo parlando di un’azienda che deve stare sul mercato e che deve mantenere un livello occupazionale.
Mi chiedo che speranze ci sono se il livello si mantiene questo.

Ultima nota: forse è stato un caso ma il crollo della qualità del servizio e l’evidenza della grande disorganizzazione di TOL.it sono venuti fuori da quando l’azienda è entrata nell’orbita di Aruba. Mentre Aruba ha saputo mantenere ed elevare gli standard, TOL.it mi sembra che sia stata abbandonata a sé stessa. Ma queste sono solo supposizioni.

FINE

top 01 TOL.IT: come perdere un buon cliente in poche mosse

Questa è la storia del rapporto con il mio ex fornitore di servizio hosting TOL.it.
Spero che possa essere d’aiuto a qualche collega ma anche a coloro che lavorano in TOL.it per poter migliorare il servizio che offrono.

Parte 1

Quando 4 anni e mezzo fa decisi di dare le dimissioni dall’azienda presso cui ero impiegato e cominciai la carriera da professionista del web, ero in cerca di fornitori affidabili.
Per chi offre servizi legati a internet, un buon provider di hosting è fondamentale.
Scelsi TOL.it perchè precedentemente lo avevo provato con formule del tipo “hosting condiviso” con clienti senza particolari esigenze e mi ero trovato bene.
Per me, invece, scelsi una formula che prevedeva 2Gb di spazio, pannello Plesk e N domini da poter registrare.
Il primo impatto fu spiazzante in quanto l’interfaccia utente che mi permetteva di gestire il mio rapporto con TOL (acquisti di domini e servizi supplementari) era a dir poco criptica e anche malfunzionante. Ancora oggi se mi autentico qui arrivo qui (che diavolo è subdomain-hotel.gif???)
Tuttavia, dopo un primo tempo di rodaggio, cominciai a farci l’abitudine e, soprattutto, l’assistenza era veramente disponibile e veloce. I dubbi venivano fugati in breve tempo e c’era una certa elasticità nel risolvere problemi creati dalla mia inesperienza verso le loro procedure.

Solo i rinnovi dei domini e dei servizi mi creavano qualche problema perchè questi si rinnovavano automaticamente e non c’era (e non c’è) alcun pannello di controll0 che mi facesse capire chiaramente se avevo provveduto al pagamento e/o mi ero scaricato la fattura. Le disdette dovevano essere fatte 30 giorni prima della scadenza naturale del dominio (altra regola opinabile).
Per molto tempo, però, non ho avuto alcun tipo di problema legato alla qualità del servizio.
In 3 anni sono arrivato ad avere anche 40 progetti attivi su TOL.it. Questo stesso blog si può dire che sia “cresciuto” lì.

I problemi cominciarono quando il server Windows (ebbene sì, da allora in poi solo Linux) dove si trovava la mia porzione di hosting autogestito iniziò a dare i numeri.
Siti irraggiungibili, servizi che cadevano e tecnici che non arrivavano a capo del problema.
Fino al disastro totale. Rottura del hard disk, così mi fu detto, con conseguente perdita dei dati.

Decine di clienti inferociti che mi martellavano e, dall’altra parte, tecnici che evidentemente non dovevano tenere a bada solo me.
Anche io, che non sono un grande hardwarista, so che con una configurazione RAID 1 è possibile garantire la continuità del servizio.
Allora perchè non lo è stato fatto con quel server? Mistero.

Dopo più di 20 giorni di lotte e di recupero dati tramite un loro vecchio backup e alcuni miei parziali, si riuscì a tornare ad essere visibili senza alcuna denuncia da parte dei miei clienti.
Consiglio per i colleghi: indicate sempre, nei contratti che fate sottoscrivere ai clienti, che la visibilità del sito o il funzionamento dell’applicazione può non dipendere da voi e che quindi non ne siete legalmente responsabili.

Fine prima parte

w7 library err 1 Errore Documents.library ms ha smesso di funzionare in Windows 7

Quando si fa doppio clic su una libreria per vederne i contenuti può comparire questo errore

<nomelibreria>.library.ms ha smesso di funzionare

Per esempio può capitare con la libreria Documents ma può capitare anche con

Music.library.ms ha smesso di funzionare

Pictures.library.ms ha smesso di funzionare

Videos.library.ms ha smesso di funzionare

Per correggere l’errore bisogna aprire Windows Explorer e fare clic destro sulla corrispondente libreria e scegliere “Cancella”

Nota: Cancellare una libreria non significa cancellarne i contenuti. Tuttavia  si potrebbe voler ri-aggiungere la libreria.

Per poterlo fare basta fare clic destro su Librerie, nella vista di Windows Explorer, e cliccare su “Ripristina le librerie di deafult”

w7 library err 2 Errore Documents.library ms ha smesso di funzionare in Windows 7

[via Winhelponline Blog]

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