L’ostinazione di Philip Roth

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“Mattina dopo mattina per cinquant’anni, ho affrontato la pagina a venire senza difese e impreparato. L’ostinazione, non il talento, ha salvato la mia vita”
[Philip Roth]

Questa frase dello scrittore appena scomparso è il monumento che ho eretto al centro della mia vita.
Per quanto ognuno di noi abbia un seppur minimo talento (del mio mi faccio raccontare dagli altri ma non riesco a lo stesso a focalizzarlo esattamente) questo è niente se non supportato dalla volontà.

Ho conosciuto persone talentuosissime. Persone per cui faticavo a trattenere una sorta di adorazione.
Eppure erano e sono persone che non sono emerse.
Qualsiasi talento rimane fine a sé stesso se non supportato da costanza e caparbietà.

Qualcuno dice che se i Beatles non avessero suonato cover nei locali di Amburgo per tantissime serate non sarebbero diventati The Beatles.
Io credo a questa tesi.
Il talento è la creta grezza. C’è chi ce n’ha tanta e chi pochissima. Raggiungere una forma utile finale è questione di applicazione, tempo e impegno.
Potrebbe riuscirci anche lo scarsone che non avevi mai considerato.

Se ce l’hai, non innamorarti del tuo talento, innamorati dell’ulteriore ora che spendi nel raggiungimento del tuo obiettivo. Se devi fare un capolavoro lo farai lo stesso.

Sergio Gandrus

Da marzo 2018 lavoro come Technical Manager presso PayClick
Programmo in ambiente LAMP e Angular 6.
Realizzo app mobile con Ionic Framework.
Sono papà e marito. Nel (poco) tempo libero mi piace leggere, il buon vino e viaggiare.

Ah, questo blog ha cambiato uso

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