La palestra

Prima o poi dovevo scrivere qualcosa su questo luogo in cui ho passato, purtroppo, gran parte del tempo dedicato all’attività fisica.

Preambolo: andare in palestra è una palla.
Per quanto mi sia sforzato, negli anni, non ho mai trovato un argomento, un aspetto che mi rendesse l’ambiente meno noioso.
L’unico aspetto interessante (se così possiamo dire) sono gli elementi che immancabilmente trovi in qualsiasi palestra tu vada, a qualsiasi latitudine.
Dalla palestra chic al tugurio di periferia.
Ne enuncio un bouquet ristretto ma ce ne sono parecchi altri.

Il fissato (il più comune).
E’ quello che trovi sempre. Puoi andare anche a poche ore della cena della Vigilia e lo trovi lì che si fa la sua scheda (rigorosamente autoredatta) e già sta pensando che per colpa di strane usanze, non potrà andare per almeno due giorni.
Lo guardi e sei sicuro che anche a casa avrà un set di attrezzi per non perdere di definizione e il panettone lo mangerà probabilmente solo per vomitarlo mentre gli altri sono intenti alla tombola.

Quella in cerca di marito/fidanzato/scopamico.
Arriva truccatissima e inizia a leggersi la scheda come fosse una rivista di gossip. Impiega un quarto d’ora e annuisce al vuoto mentre butta occhiate a 360°.
Quando fa gli addominali sulla panca sembra che si addormenti tra una serie e l’altra. Perde tempo…. o forse ne prende.
Poi te la ritrovi davanti alla rastrelliera dei pesi. Tu cerchi i 10 e lei dice che deve fare presto perchè c’è la serata al XXX. E tu la guardi pensando: “ma a me che curl machine me ne fo…”.
PS qualcuno lo rimorchia sempre

Quello che puzza.
Questo è un argomento delicato per me.
Ho la disgrazia di aver un naso molto raffinato.
Capisco e comprendo quelli che al termine di una giornata di lavoro, di una sessione di allenamento emanino un forte afrore.
Ma tu non puoi entrare in sala che già feti come una capra con infezioni cutanee che si è rotolata nella merda di cinghiale in calore.
Capisci che puoi solo peggiorare allenandoti?
E che questo avrà conseguenze sul mio stomaco?

Il narciso.
Magari è pure uno simpatico ma sfido chiunque a parlare con una persona che si tocca continuamente una parte del corpo per saggiarne consistenza e forma.
Alla fine lo capisci che se c’è uno specchio tu sarai sempre in secondo piano.
Poi lo ribecchi nello spogliatoio e si lamenta della sua vita intensa che non gli permette neanche di avere un attimo “per farsi le sopracciglia”.
Ti viene in mente Cristiano Ronaldo ma anche un grosso “ma vaffanculo”.

Sergio Gandrus

Da marzo 2018 lavoro come Technical Manager presso PayClick
Programmo in ambiente LAMP e Angular 6.
Realizzo app mobile con Ionic Framework.
Sono papà e marito. Nel (poco) tempo libero mi piace leggere, il buon vino e viaggiare.

Ah, questo blog ha cambiato uso

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